SOTTERRANEI DI CHIETI


e porta Pescara, borgo Marfisi ed altre ancora di minore grandezza.

Successivamente al periodo romano, per tutto il medioevo fino ai tempi moderni quando fu costruito e inaugurato l’acquedotto comunale nel 1891 si continuarono ad utilizzare le preesistenti strutture e a costruirne di nuove. Nell’area dell’attuale villa comunale, un tempo proprietà della famiglia Frigerj, di cui la bella dimora è sede del museo archeologico di Chieti, è ubicata una conserva idrica di forma rettangolare,lunga 7,17 m, larga 4,13 m e alta circa 7,10 m.

Nell’area dell’ospedale militare, nel cortile dello stesso è presente una cisterna. L’imbocco ottagonale profondo 3m e largo 1.5m termina sul soffitto della cisterna di forma circolare che è profonda 7m ed ha un diametro di 6.30m con la presenza di circa 2.5m d’acqua e presenta le pareti intonacate.

Le stesse tipologie di cisterne o fontane sono presenti in tutta la parte alta della città ad uso privato e pubblico come fonte Cannelli ed altre.

Per le caratteristiche geologiche, stratigrafiche della collina di Chieti le sabbie gialle sono state da sempre utilizzate nell’edilizia, questo ha determinato la presenza di numerosi cunicoli di scavo rinvenuti in via Spaventa oggi consolidati

Testo di Errico Orsini


Per maggiori approfondimenti suila Chieti sotterranea :


Agostini Silvano, Campanelli Adele – La rete infrastrutturale di Chieti romana: nuovi dati sull’urbanistica di “Teate Marrucinorum” .


Masciarelli Giovanni – Teate ed il suo sistema ipogeo - Notiziario Speleo club Chieti vol. V 2006


Orsini Errico – La mia città sotterranea - Notiziario Speleo club Chieti vol. V 2006  


Obletter Gabriele, Antonucci Adriano “L’Approvvigiovamento idrico sul colle teatino” Teate Antiqua, Vecchio Faggio Editore, 1991



Si ringrazia per la collaborazione : Bottari Paolo, Cocco Teresio, Comune di Chieti -V settore-, Di Biase Marta, D’Urbano Aurelio, Fraticelli Marco, Fraticelli Paolo, Rainone Maria Stella.


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