SOTTERRANEI DI CHIETI

Nel periodo bellico in via Gizzi fu realizzato un ingresso che, attraverso una piccola galleria, conduceva

ad una cisterna di grandi dimensioni (9 x 37.10 m con un’altezza media di 4.35 m) che fu adibita a rifugio antiaereo. Quest’ambiente si sviluppa perpendicolarmente al Corso Marrucino ed è composto da due ambienti affiancati e comunicanti tra loro per mezzo di 10 arcate.

Dal corso Marrucino, all’interno di uno dei cortili di palazzo De Majo, tramite una scalinata di epoca moderna si accede in una galleria  romana, la via Tecta, cioè una strada coperta. Al di sotto di essa, in direzione NW-SE corre un cunicolo, interrotto da frane su entrambi i lati.

Al di sotto dell’edificio ex banca d’Italia, costruito dopo il crollo agli inizi del 1900 del palazzo Valignani, si trova un grande ambiente ipogeo originariamente di 60 x 30 m di cui oggi sono percorribili due tratti minori, uno situato sotto il palazzo della prefettura ed accessibile tramite una gradinata da piazza Umberto I,

l’altra si sviluppa sotto il teatro Marrucino dove nel 2004 è stato esplorato un breve cunicolo che immetteva all’interno del grande ambiente ipogeo, esso si presentava colmo di materiale di riporto quasi fino all’imposta della volta.

Nell’area delle terme romane è presente la grande cisterna costituita da 9 camere, absidate a monte e a valle per contrastare le spinte del terreno e dell’acqua. Sono lunghe 60 m e larghe 14 m e comunicanti tra di loro per mezzo di quattro aperture nei muri trasversali.

A ridosso di questo complesso, sono presenti due cunicoli drenanti; uno è quello di Fonte Grande, che  capta una sorgente naturale al contatto tra sabbie – argille. Il cunicolo lungo 101m presenta la tipica sezione scatolare con volta a cappuccina, sia in tegoloni che a mattoni disposti a coltello.

Attualmente le tre camere di decantazione presenti alla fine della condotta non sono percorribili poiché franate. L’altro situato sul lato SW del complesso termale presenta inizialmente la volta a botte e successivamente a lastre contrapposte.

Dopo un primo tratto rettilineo lungo 16 m si arriva alla confluenza di tre condotti che puntano in direzioni diverse, completamente occluse da frane.


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