03/apr/2010
03/apr/2010
E’ specie sedentaria.
La distanza fra rifugi estivi e invernali è di 15-60 chilometri, raramente superiore.
Il maggior spostamento documentato è di 320 chilometri.
Segnalata dal livello del mare fino a 2000 metri, predilige le aree al di sotto degli 800 metri climaticamente miti.
Rifugi in cavità ipogee ed edifici (sottotetti o scantinati).
Accoppiamento prevalentemente
autunnale, più raramente durante il periodo d’ibernazione.
Colonie riproduttive comprendenti da qualche decina a 200 femmine.
Parti dalla metà di giugno all’inizio di agosto: normalmente un unico piccolo
Durante la riapertura al pubblico della Grotta del Cavallone per le vacanze Pasquali è stata individuata al suo interno una interessante colonia di chirotteri. Trattasi del Ferro di Cavallo Maggiore (Rhinolophus ferrumequinum Schreber 1774) osservato in piena attività nel ramo turistico della grotta.
Sono stati censiti ben 97 esemplari nella sala della “Bolgia Dantesca”.
Alcune informazioni sul Rinolofo maggiore tratte da “I pipistrelli troglofili – Società Speleologica Italiana 2009”
Ingresso della Grotta del Cavallone
Primi tratti del ramo turistico della Grotta del Cavallone
La Grotta del Cavallone in genere non viene preferita come rifugio dai pipistrelli a causa del disturbo recato dalle luci e dal passaggio dei turisti. Per fortuna nella stessa parete nelle immediate vicinanze ci sono altre due grotte, la Grotta del Bove e la Grotta dell’Asino che vengono predilette per lo svernamento e la riproduzione.
Grotta dell’Asino
Grotta del Bove
© 2009 - Centro Appenninico Ricerche Sotterranee
Foto Mauro Mucedda